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IL DOLORE LOMBARE



Il dolore lombare è una sindrome dolorosa estremamente comune, caratterizzato da un dolore (non irradiato, altrimenti si parlerebbe di sciatalgia) associato ad una più o meno grave  limitazione  funzionale , localizzata a livello tratto lombare della colonna vertebrale. Per tale motivo viene definita dai medici come “lombalgia” (dolore ai lombi, dolore lombare).

Può essere ad esordio improvviso o può instaurarsi  gradualmente a seconda della causa  che lo determina infatti  le lombalgie, e i mal di schiena in genere, possono essere variamente classificate. Una classificazione di base consiste nel suddividerle in lombalgie (dolore lombare) di origine vertebrale e di origine non vertebrale.  Qual è la differenza tra il dolore lombare di origine vertebrale e il dolore lombare di origine non vertebrale?  Tra le lombalgie di origine vertebrale vanno annoverate quelle secondarie a processi artrosici, ad erniazione del disco, osteoporosi, fratture, alterazioni congenite etc: si parla in questo caso di problemi STRUTTURALI .

Tra le lombalgie di origine extravertebrale vanno certamente annoverate tutte quelle che possono essere secondarie ad affezioni dei muscoli e/o dei legamenti della colonna vertebrale, compromissioni di organi viscerali che danno dolori lombari riflessi o a stati d’ansia che generano una eccessiva tensione muscolare ma soprattutto sono da riferirsi a disturbi legati alla mobilità articolare: piccole disfunzioni localizzate a livello delle faccette articolari intervertebrali (ovvero quelle articolazioni che “legano” ogni vertebra a quella sopra o sottostante) che si traducono in un “blocco” della articolazione stessa tale da generare un dolore anche violento, spesso  facilmente confondibile persino con il dolore da discopatia. I Francesi, maestri in questa disciplina, chiamano questi blocchi Dérangement intervertébral mineur: Disturbo Intervertebrale Minore. Al secolo, DIMM.

Il dolore si accompagna invariabilmente ad un certo grado di contrattura muscolare. Quest’ultima, accentua la compressione vertebrale aggravando il DIMM che, a sua volta, accentua la contrattura muscolare e così via, generando un circolo vizioso che può essere interrotto solo da una appropriata terapia manuale che deve “sbloccare” la vertebra colpita ed interrompere questa spirale dolorosa che si automantiene. In questa situazione la componente infiammatoria è modesta e questo spiega perchè questo tipo di dolore risponda poco agli antiifiammatori, anche cortisonici. Si parla, in questo caso, di dolore FUNZIONALE.

Si stima che questo tipo di dolore sia responsabile, in forma pura o associata a componente strutturale, del 70% dei casi di dolore vertebrale e lombare.


E se invece si soffre di lombosciatalgia? Che cosa vuol dire?      Vedi sezione relativa

Si tratta di cosa completamente differente. La lombo sciatalgia è indicativa di una radicolite, ovvero di una insulto a livello di una o più radici nervose che vanno a costituire il nervo sciatico o grande ischiatico, ed ha segni e sintomi non sovrapponibili a quelli di un dolore lombare semplice, in quanto per mal di schiena si intende solitamente una problematica con sintomatologia "locale-non irradiata" che quindi non si manifesta lungo il territorio di competenza del nervo sciatico.

Quando il dolore si presenta con entrambe le componenti, lombare e radicolare, si parla ovviamente di lombo-sciatalgia.


Cosa vuol dire che ho un dolore lombare cronico?

Vuol dire che il vostro mal di schiena si protrae per un periodo superiore a tre mesi e/o che si ripresenta in modo ricorrente. Va precisato che una problematica di mal di schiena non necessariamente finisce per cronicizzare ma bisogna anche  sottolineare che abitudini lavorative scorrette,  “atteggiamenti “ posturali non ergonomici , deformazioni congenite del rachide,  scoliosi, vita sedentaria,  possono essere considerati fattori predisponenti ma non necessariamente determinanti per il mal di schiena.  

Non disperate, però, dal mal di schiena di può guarire: il tutto dipende chiaramente dai fattori che ne hanno permesso l'insorgenza. E quindi, dalla tipologia di mal di schiena, dalle cause che l'hanno determinato, dall'età del paziente, dall'eziopatologia in genere nonchè dalla tempestività della visita/cura al vostro dolore lombare.


Di fronte ad una lombalgia la cosa più complicata è certamente il riuscire a capire se abbiamo a che fare con un dolore di tipo strutturale o funzionale. Questa fase è determinante poiché orienta interamente la successiva strategia terapeutica. Se non si conoscono in profondità le caratteristiche e le manifestazioni del dolore funzionale, si rischia di attribuire il dolore alla prima problematica strutturale che, invariabilmente, si riscontra agli esami strumentali che vengono abitualmente effettuati, RX o RMN che siano.  Fin troppi pazienti sono finiti sotto i ferri del chirurgo, sottoposti a discectomie ma senza minimamente risolvere il problema, solo  perchè non si è stati in grado di trovare una spiegazione alternativa, diversa da quella piccola ernia messa magari in evidenza dalla RMN.

Invece, non tutte le ernie discali determinano dolore. Anzi, la maggior parte di loro se ne sta buona senza creare problemi di alcun tipo. E' stato stimato che il 30-40% delle TC mostra anomalie di un disco che protude in persone asintomatiche.


Quali sono i rimedi per prevenire il dolore lombare?

La prevenzione è basata su principi tanto semplici quanto dimenticati. Ad esempio, stando seduti sarebbe opportuno tenere la schiena in una posizione ergonomica con la stessa ben eretta, appoggiata allo schienale per tutta la lunghezza, con i piedi appoggiati a terra.  Ove mai necessario, in relazione alla costituzione fisica, porre un piccolo cuscino dietro la schiena. Quando si lavora ad un tavolo è opportuno tenersi il più vicino possibile. Quando si guida bisognerebbe fare delle pausa almeno ogni due ore ed adoperare un supporto lombare conservando una postura adeguata. Per quanto riguarda il letto il materasso deve avere una consistenza proporzionata alle curve del rachide. Quando si vuole sollevare un oggetto è opportuno valutare il peso e calibrare bene lo sforzo, sollevarlo utilizzando  entrambe le braccia, piegando e poi stendendo le gambe. I piedi inoltre devo essere posti quanto più vicino è possibile all’oggetto da sollevare.

Adoperare accortezze quotidiane che tutelano e "trattano al meglio" il nostro organismo sicuramente sono delle buone norme che aiutano a prevenire od a contenere il dolore lombare. Tuttavia, come già detto ci sono cause che esulano da "cattive abitudini" che possono portare comunque a lombalgia.


Il trattamento

Come già accennato, trattamento della lombalgia è diverso a seconda della causa. in alcune forme la terapia affronta realmente la causa del mal di schiena; in altre, e sopratutto nella patologia artorsica propriamente detta, la terapia è prevalentemente sintomatica e si prefigge di ottenere un attenuazione delle maniferstazioni dolorose.

Il dolore di tipo funzionale beneficia enormemente della terapia manuale, osteopatica o chiropratica che sia, mentre i problemi strutturali necessitano primariamente di un approccio farmacologico e fisioterapico (i trattamenti fisici quali massaggi, ultrasuoni, ionoforesi, biofeedback e TENS non hanno in effetti una efficacia "provata" nel trattamento della lombalgia acuta ) che solo in un secondo tempo potrà beneficiare anche della terapia manuale. Se tutto questo dovesse risultare inefficace, il ricorso al chirurgo diventa quasi inevitabile  (quasi: per le alternative vedi alla sezione “ozonoterapia”)

Le ernie discali, ad esempio, non sono certo l’indicazione migliore per la manipolazione vertebrale che spesso, anzi, risulta controindicata. Esistono tuttavia delle manovre manipolative che possono dare buoni risultati ma, secondo la nostra casistica, solo in un 40% dei casi.

LE ERNIE DISCALI NON RIENTRANO! Se qualcuno vi promette di “far rientrare” la vostra ernia discale con una manovra manipolativa, scappate via immediatamente!


Quando operarsi?

Il trattamento per il dolore lombare è come detto, prevalentemente di tipo conservativo, ovvero non necessita di trattamenti invasivi. Tuttavia in determinate circostanze è necessario l'intervento chirurgico.



E’ indicato il riposo a  letto?

Il riposo a letto è tradizionalmente cosiderato il rimedio al dolore lombare per eccellenza, sembra invece di scarsa utilità in base agli studi più recenti. Anzi in determinate circostanze è addirittura sconsigliato. La maggior parte delle linee guida concorda sul fatto che tutti i dolori lombari, esclusi quelli da sindrome della cauda equina richiedono un tentativo di  terapia conservativa (non chirurgica).



Stare seduti?

Lo stare troppo seduti, specialmente in auto e per lunghi periodi va evitato. Questa posizione aumenta la pressione presente tra i dischi intervertebrali incrementando il mal di schiena. Ricordiamo che i dischi vertebrali al loro interno possiedono un nucleo, composto per la stragrande maggioranza da un "gel". Una eccessiva pressione esercitata sui dischi può causare la protrusione di questo "gel" tramite una fissurazione dell' anulus fibroso (ernia del disco). Il tutto chiaramente è un elemento predisponende lombalgie o lombosciatalgie.



Dolore irradiato da DIMM