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IL DOLORE DORSALE



Il dolore dorsale si manifesta con minor frequenza di quello cervicale o lombare ma non è certo meno fastidioso.


Tralasciando le manifestazioni dolorose dipendenti da malattie decisamente rare (come ad esempio i processi infettivi osteo-articolari, i tumori, la malattia di Forestier  o di Scheuermann ecc.) o le problematiche  prettamente “strutturali” della colonna quali l’artrosi o l’osteoporosi,  anche il dolore dorsale riconosce con grande frequenza una causa funzionale su base posturale.


DORSALGIE POSTURALI

Relativamente frequenti, hanno una netta caratteristica professionale, essendo spesso riscontrabili in tutte quelle attività che richiedono atteggiamenti scorretti, specie in flessione della colonna vertebrale, protratti nel tempo.  I sintomi sono i seguenti:

- il dolore si manifesta (o si accentua) in determinate posizioni  e diminuisce con il riposo o la mobilizzazione.

- si localizza frequentemente tra le scapole,  all’angolo superiore o al suo margine interno, con caratteristiche puntorie e trafittive.  Altre volte si manifesta in tratti diversi della colonna dorsale.

- si accompagna a contrattura della muscolatura paravertebrale ovvero quei muscoli  che “corrono” ai lati della colonna.

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Capire la genesi di un dolore dorsale non è cosa semplice poiché questo tratto della colonna può essere certamente la sede di insorgenza del dolore ma anche il punto di espressione “riflessa” di un dolore che invece insorge in altri distretti, ad esempio in quello cervicale. In altre parole, un dolore tra le scapole può essere espressione  sia di un problema specifico delle vertebre dorsali ma anche di un problema cervicale la cui sintomatologia dolorosa, tuttavia, si irradia tra le scapole (fig.1).

Altre volte  i responsabili del dolore sono i cosidetti “trigger point” : piccole porzioni di muscolo ipercontratte che determinano sia dolore locale ma anche dolore irradiato a notevole distanza dal punto di origine (fig.2)

La problematica non è di poco conto. Capire se abbiamo a che fare con un problema “strutturale” o “funzionale” della colonna, orienta la terapia: un problema strutturale richiede un approccio essenzialmente farmacologico, possibilmente infiltrativo mentre una problematica funzionale beneficia enormemente della semplice terapia manuale, a patto che si riesca a determinare cosa trattare poiché diventa inutile trattare la colonna dorsale per un dolore, pur dorsale, che tuttavia nasce a livello cervicale!

La terapia, pertanto, può comprendere i seguenti presidi:

  1. Fkt: rieducazione posturale; laserterapia
  2. Farmaci analgesici-antiinfiammatori (specie per applicazioni locali)
  3. Infiltrazioni nelle aree trigger (“punti grilletto”)
  4. Manipolazioni vertebrali



ARTROSI DELLA COLONNA DORSALE


Meno frequentemente che a livello cervicale e lombare, anche la colonna dorsale può essere colpita da modificazioni artrosiche (seppure anche qui raramente rappresenta una causa importante di dolore).

I sintomi possono andare dalla semplice riduzione della libertà di movimento al  dolore, in genere non ben localizzato, spesso con andamento ciclico (maggiore al primo mattino, diminuisce con il movimento, si riacutizza con il carico prolungato) . Talvolta coesiste una ipercifosi della colonna (aumentata curvatura in avanti della colonna) e  dolore alla pressione di una o più apofisi spinose (l’apice vertebrale sporgente sulla linea centrale della schiena) con possibile irradiazione lungo l’arco costale corrispondente.

La diagnosi si basa  sull’ esame fisico e anamnestico  e, se  necessario, sulla conferma radiografica.

La  terapia prevede l’utilizzo, spesso inevitabile, di farmaci antiflogistici per “spegnere” la fase infiammatoria e, a seguire, dalla terapia manuale soprattutto mobilizzativa (la manipolazione vera e propria è sostanzialmente controindicata). Ricordate che l’unica cosa che può frenare l’artrosi è la mobilizzazione costante e abituale dei segmenti vertebrali quindi non trascurate di fare quotidianamente gli esercizi che il vostro terapista di fiducia saprà indicarvi!



OSTEOPOROSI


E’ una diminuzione quantitativa della massa ossea di un segmento scheletrico (per una trattazione più esauriente vedi osteoporosi).

Sintomi:

- inizialmente è una malattia asintomatica o con sintomi lievi e sfumati (simili a quelli dell’artrosi)

- in fase avanzata compare il dolore, frequentemente con comparsa subdola, altre volte acutamente dopo un movimento di flessione o il sollevamento di un peso

- il dolore è dovuto alla comparsa di microfratture o a fratture radiologicamente evidenziabili che interessano con maggior frequenza le ultime vertebre toraciche (D11-D12) o le medie toraciche: è un dolore continuo che aumenta con il carico; è abbastanza localizzato e solitamente tende a regredire dopo 3-5 settimane

- aumenta la cifosi dorsale (la curvatura in avanti della colonna) e ad ogni episodio di collasso vertebrale si può avere una diminuzione dell’altezza del paziente di 2-4 cm.

Diagnosi:

- radiologia tradizionale (può essere l’occasione per il primo riscontro fortuito della malattia); la perdita della massa ossea è rilevata solo quando questa è ridotta di almeno il 30 % o in presenza di fratture

- mineralometria ossea computerizzata o MOC (o densitometria ossea); esistono varie tecniche di misurazione con sensibilità e accuratezza diverse (vedi osteoporosi)

- esami di laboratorio (calcemia, calciuria, fosfaturia, fosfatasi alcalina ecc.)


Terapia:

- trattamenti analgesici sintomatici (in caso di sintomatologia dolorosa acuta legata a recenti fratture): farmaci analgesici-antiinfiammatori, difosfonati, fisioterapia

- corsetto ortopedico

- “bone school” (scuola per l’osteoporosi): sia a significato preventivo che terapeutico; è strutturata in una parte didattica per adeguare-ottimizzare i propri comportamenti nei confronti della malattia, ed una parte di esercizi specifici per i vari distretti corporei interessati

- Palestra: esercizi fisici da eseguire a domicilio (meglio se dopo un training guidato in un centro di fisioterapia specializzato)


MANIFESTAZIONI RIFLESSE DI MALATTIE VISCERALI

Malattie che interessano organi interni (stomaco, colecisti, ecc.) possono determinare un dolore in aree cutanee anche lontane da questi, ad esempio in corrispondenza della colonna dorsale o lombare, mediante la connessione con il sistema nervoso autonomo (in particolare con i gangli del simpatico).

Tutto ciò potrebbe spiegare l’effetto benefico di terapie come il massaggio connettivale, l’agopuntura, la digitopressione riflessogena ecc. che sarebbero in grado di ripercorrere a ritroso queste vie nervose (dalla cute al viscere), determinando delle modificazioni funzionali degli organi interni.


Per ultimo, e  a titolo di conoscenza, vale la pena di ricordare la:

MALATTIA DI SCHEUERMANN  (osteocondrosi vertebrale giovanile o dorso curvo giovanile)

E’ una malattia che causa alterazioni di tipo necrotico-degenerativo di alcuni corpi vertebrali (solitamente tre o più vertebre dorsali) ad eziologia (genesi) incerta: probabilmente causata da minore apporto ematico od occlusione vasale.

Colpisce nel periodo di accrescimento, in cui è maggiore l’attività osteogenetica.

Sintomi:

è generalmente indolore ed è caratterizzata da un progressivo incurvamento del dorso in avanti (accentuazione della cifosi dorsale) con una iperlordosi lombare di compenso (accentuazione della curva lombare in dietro).

Predispone ad alterazioni artrosiche precoci in età adulta, con la sintomatologia a queste legate

Diagnosi:

- Rx dalla quale si evidenzia lo schiacciamento a cuneo anteriore delle vertebre interessate con irregolarità delle loro superfici.


Terapia:

- uso di tutori ortopedici (iperestensori della colonna) alternati a rieducazione funzionale (cicli di ginnastica attiva)


fig.1 fig.2

Dott. Paolo Mici - viale Fiume, 5 - 61121  Pesaro (PU) cell. +39 339 5860735